Medico in videoconsulto con un paziente da studio: le prestazioni di telemedicina - televisita, teleconsulto, teleassistenza - previste dalle linee guida nazionali

Telemedicina e Teleconsulto in Studio: Cosa si Può Fare Davvero a Distanza

Un tema che è entrato in studio prima delle regole

Videochiamate di controllo post-operatorio, foto mandate per un parere veloce, un consulto tra colleghi su un caso complesso senza far muovere il paziente: la telemedicina, in una forma o nell'altra, è già presente nella pratica quotidiana di molti studi dentistici e medici, spesso senza che nessuno l'abbia mai chiamata così. Il problema è che tra "fa comodo" ed "è una prestazione sanitaria regolata" c'è una distanza che vale la pena conoscere, perché ha conseguenze su responsabilità professionale, privacy e tracciabilità in cartella clinica.

Le Linee di indirizzo nazionali sui servizi di telemedicina, definite da AGENAS sulla base dell'Accordo Stato-Regioni, danno un nome e un perimetro preciso a pratiche che nello studio restano spesso informali. Capire quel perimetro serve a distinguere ciò che si può fare in autonomia da ciò che richiede un inquadramento più attento.

In sintesi: la normativa distingue prestazioni di telemedicina vere e proprie (televisita, teleconsulto, teleassistenza) da modalità operative di supporto (telemonitoraggio). Non tutto ciò che passa per telefono o videochiamata rientra in queste categorie, e non tutto ciò che vi rientra può sostituire la visita in presenza.

Le forme di telemedicina previste dalle linee guida nazionali

PrestazioneDefinizioneEsempio in uno studio dentistico o medico
TelevisitaAtto medico in cui il professionista interagisce a distanza e in tempo reale con il paziente, per prestazioni che non richiedono un esame obiettivo completoValutazione di un dolore post-operatorio, controllo di un decorso già noto, prima raccolta anamnestica
TeleconsultoInterazione a distanza, sincrona o asincrona, tra due o più professionisti sanitari per confrontarsi su un caso clinicoParere di un collega specialista su una radiografia o un caso complesso, prima di una decisione terapeutica
TeleassistenzaInterazione a distanza tra professionisti con responsabilità diverse, per indicazioni su come eseguire correttamente un'azione assistenzialeSupporto a distanza a un collaboratore o a un caregiver del paziente
TelemonitoraggioModalità operativa di raccolta e trasmissione di parametri o immagini nel tempo, a supporto delle prestazioni sopraFoto periodiche inviate dal paziente per seguire l'avanzamento di un trattamento ortodontico

Il punto che distingue la telemedicina regolata da una semplice chiamata di cortesia è la finalità clinica dell'interazione e la sua tracciabilità: una televisita è un atto medico a tutti gli effetti, con le stesse implicazioni di consenso, documentazione e responsabilità di una visita in presenza.

Cosa si può fare a distanza, in concreto

  • un controllo post-operatorio di routine, quando non serve un esame obiettivo diretto e il paziente può descrivere o mostrare la situazione;
  • una prima valutazione orientativa, utile a decidere se e con quale urgenza serve un appuntamento in studio;
  • un secondo parere tra colleghi su un caso, senza far viaggiare il paziente per un consulto specialistico;
  • il monitoraggio di un percorso già avviato in presenza, tramite foto o dati che il paziente invia periodicamente, tipico dell'ortodonzia e dei follow-up chirurgici;
  • un richiamo o un promemoria clinico strutturato, quando serve solo verificare che tutto proceda come previsto.

Cosa la distanza non può sostituire

  • qualunque prestazione che richieda un esame obiettivo diretto - ispezione, palpazione, uso di strumentazione clinica - non è erogabile in televisita, per definizione stessa della prestazione;
  • gli atti operativi - una cura, un'estrazione, qualunque intervento fisico sul paziente - restano ovviamente legati alla presenza;
  • una diagnosi definitiva basata solo su una foto o su una descrizione del paziente espone a un rischio clinico e professionale che la televisita, così come definita dalle linee guida, non prevede di correre.
La responsabilità professionale in televisita è la stessa di una visita in presenza: il professionista risponde della prestazione erogata a distanza esattamente come di quella erogata in studio. Prima di strutturare un servizio di telemedicina anche minimo, vale la pena verificare con la propria assicurazione di RC professionale che la polizza copra esplicitamente le prestazioni erogate a distanza, e non solo quelle in presenza.

Consenso, privacy e canale usato: i tre punti che si trascurano più spesso

Una televisita o un teleconsulto restano un trattamento di dati sanitari, e vanno gestiti con la stessa attenzione di qualunque altro dato clinico:

  • serve un consenso informato specifico per la prestazione a distanza, distinto - anche se spesso integrato - da quello per la prestazione in presenza;
  • l'esito dell'interazione va documentato in cartella clinica come qualunque altro atto medico, non lasciato su una chat o in una nota a parte;
  • il canale usato per la comunicazione deve garantire un livello di sicurezza adeguato al dato trattato: una chat di messaggistica personale, non gestita dallo studio e non tracciata nel fascicolo del paziente, espone a un rischio di trattamento non conforme al GDPR che vale la pena evitare fin dall'inizio.

Consenso, canale tracciato e nota in cartella: gli stessi tre elementi di una visita in presenza, applicati alla prestazione erogata a distanza

Consenso, canale tracciato e nota in cartella: gli stessi tre elementi di una visita in presenza, applicati alla prestazione erogata a distanza

Perché vale la pena strutturarla anche su piccola scala

Anche uno studio che non punta a fare della telemedicina un servizio a sé può trarne beneficio in situazioni molto concrete: pazienti che si sono trasferiti e restano in cura a distanza per un controllo, un follow-up post-operatorio che eviterebbe altrimenti un viaggio inutile, un secondo parere richiesto da un collega. Strutturare fin da subito questi momenti - consenso specifico, canale tracciato, nota in cartella - evita di dover recuperare a posteriori una documentazione che, in caso di contestazione, è la prima cosa richiesta.

Come funziona con I-Med

L'agenda di I-Med non distingue per struttura tecnica un appuntamento in presenza da uno a distanza: la gestione dell'agenda tratta un teleconsulto o una televisita come qualunque altro appuntamento, con gli stessi promemoria automatici verso il paziente e la stessa visibilità per chi organizza le giornate in reception. La gestione della reception raccoglie comunque, prima dell'appuntamento, anamnesi e consenso del paziente, così che anche una prestazione erogata a distanza parta dagli stessi dati di una in presenza.

Sul fronte della documentazione, l'esito dell'interazione a distanza va poi registrato come qualunque altro atto clinico, mentre l'architettura conforme al GDPR e la sicurezza degli accessi restano gli stessi requisiti che valgono per qualunque dato sanitario trattato dallo studio, a prescindere dal canale con cui la prestazione è stata erogata.

Checklist prima di offrire un servizio a distanza

  • La prestazione che si vuole erogare a distanza rientra davvero in una televisita, o richiederebbe un esame obiettivo che a distanza non si può fare?
  • Esiste un modulo di consenso specifico per la prestazione a distanza?
  • Il canale di comunicazione usato è tracciato e riconducibile allo studio, o è una chat personale non gestita?
  • La polizza di RC professionale copre esplicitamente le prestazioni erogate in telemedicina?
  • L'esito della prestazione a distanza viene registrato in cartella clinica con la stessa cura di una visita in presenza?

Conclusione

La telemedicina in studio non è un progetto tutto o niente da attivare con un software dedicato: è spesso già una pratica informale che, con qualche accorgimento, può diventare una prestazione regolata a tutti gli effetti - consenso specifico, canale tracciato, documentazione in cartella. Il confine da tenere sempre presente è quello tra ciò che una televisita può realisticamente sostituire e ciò che, per definizione, richiede la presenza del paziente: confonderli espone a un rischio clinico prima ancora che normativo.

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Domande Frequenti


Solo se rispetta la definizione delle linee guida nazionali AGENAS, basate sull'Accordo Stato-Regioni: un atto medico in tempo reale, per prestazioni che non richiedono un esame obiettivo completo, con consenso specifico e documentazione in cartella clinica. Una chiamata informale non tracciata non ha lo stesso valore né le stesse tutele.

La televisita è l'interazione a distanza tra professionista e paziente. Il teleconsulto è invece l'interazione, sincrona o asincrona, tra due o più professionisti sanitari per confrontarsi su un caso clinico, senza necessariamente coinvolgere il paziente in tempo reale.

È sconsigliato e, nella maggior parte dei casi, non rientra in ciò che la televisita è pensata per fare: sono erogabili a distanza solo le prestazioni che non richiedono un esame obiettivo diretto - ispezione, palpazione, uso di strumentazione. Una diagnosi definitiva basata solo su un'immagine espone a un rischio clinico e professionale concreto.

Va verificato esplicitamente: la responsabilità professionale in televisita è la stessa di una visita in presenza, ma non tutte le polizze includono di default le prestazioni erogate a distanza. È una delle prime verifiche da fare prima di strutturare un servizio di telemedicina anche minimo.

È sconsigliato per l'uso clinico strutturato: un canale di messaggistica personale, non gestito dallo studio e non tracciato nel fascicolo del paziente, espone a un rischio di trattamento dei dati sanitari non conforme al GDPR.

I-Med gestisce l'appuntamento di teleconsulto o televisita in agenda esattamente come uno in presenza, con promemoria automatici e raccolta di anamnesi e consenso in reception, e ne traccia l'esito in cartella clinica; lo strumento di videochiamata vero e proprio resta una scelta dello studio.

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