Valutazione del costo di un software gestionale per studio dentistico: confronto tra canone mensile, quota di attivazione e servizi inclusi

Migliori Software Gestionali per Studi Dentistici: il Confronto Onesto del 2026

Cambiare gestionale è una delle poche decisioni che uno studio dentistico prende una volta ogni dieci anni. Non si sostituisce un software: si sostituisce il modo in cui lavorano la reception, la sala e l'amministrazione, e si porta dietro vent'anni di anagrafiche, piani di cura e storico contabile. Sbagliare costa molto più della differenza di canone tra un fornitore e l'altro.

Partiamo da una dichiarazione che vale più di qualsiasi premessa di neutralità: questo confronto lo pubblica chi sviluppa I-Med. Non siamo una testata indipendente e non fingiamo di esserlo. Quello che possiamo fare, e che abbiamo fatto, è usare per tutti lo stesso metro, citare solo fatti verificabili sui materiali pubblici dei concorrenti, riportare i loro punti di forza reali anche quando sono superiori ai nostri, e dire con altrettanta chiarezza in quali casi I-Med non è la scelta giusta. Se alla fine della lettura vi convincerete che il gestionale che fa per voi è un altro, questa pagina avrà comunque fatto il suo lavoro.

In sintesi: il mercato italiano dei gestionali odontoiatrici si divide in tre famiglie - i verticali clinici dei grandi gruppi, i cloud leggeri e i marketplace che vendono visibilità. Quasi nessuno pubblica i prezzi. La differenza che più spesso viene scoperta troppo tardi non riguarda l'agenda o la cartella clinica, che ormai tutti hanno, ma quanto in profondità il software arriva sui numeri dello studio: statistiche di fatturato o vero controllo di gestione.

Come abbiamo costruito questo confronto, e quali sono i suoi limiti

Il metodo è volutamente povero, perché sia verificabile da chiunque:

  • Abbiamo usato solo fonti pubbliche: i siti ufficiali dei produttori e le loro pagine prezzi, dove esistono. Nessuna informazione riservata, nessun preventivo ricevuto da colleghi, nessuna indiscrezione.
  • Quando un dato non è pubblicato, scriviamo "non dichiarato" invece di dedurne l'assenza. Un software può benissimo avere una funzione senza pubblicizzarla: la mancanza di una dichiarazione pubblica non è la prova di una mancanza del prodotto.
  • I punti di forza dei concorrenti sono riportati come loro li descrivono, senza ridimensionarli. Dove un concorrente fa qualcosa meglio di noi, lo scriviamo.
  • I prezzi sono quelli rilevati ad agosto 2026 e si riferiscono a configurazioni diverse tra loro: sono indicativi dell'ordine di grandezza e della trasparenza commerciale, non direttamente confrontabili voce per voce.
Attenzione: listini e funzionalità cambiano nel tempo. Prima di decidere, chiedete a ciascun fornitore un preventivo scritto sulla vostra configurazione reale - numero di operatori, poltrone, sedi e moduli - e fatevi confermare per iscritto cosa è incluso e cosa è a consumo. Questa pagina serve a farvi arrivare a quella conversazione con le domande giuste, non a sostituirla.

Gli otto requisiti da verificare prima ancora di guardare il prezzo

Prima di confrontare i fornitori conviene fissare l'asticella. Questi otto punti sono il minimo sindacale per uno studio dentistico che lavora oggi: se un gestionale non li copre, il prezzo è irrilevante.

  1. Agenda multi-operatore, multi-sala e multi-sede, con gestione di disdette, liste d'attesa e promemoria automatici. È il cuore operativo: si usa mille volte al giorno.
  2. Cartella clinica digitale e odontogramma, con storico non sovrascrivibile, anamnesi e diario clinico. In caso di contestazione è il primo documento che viene richiesto.
  3. Preventivi e piani di cura costruiti sulla formula dentaria, con listini differenziati, sconti tracciati e conversione del preventivo accettato in piano di cura.
  4. Fatturazione e invio al Sistema Tessera Sanitaria, con gestione degli scarti e dei protocolli di invio.
  5. Fatturazione elettronica attiva e passiva verso partite IVA e Pubblica Amministrazione, con conservazione a norma. Ricordiamo che sulle prestazioni sanitarie rese a persone fisiche vige il divieto di fatturazione elettronica via SdI: quelle fatture seguono il canale del Sistema TS.
  6. Firma elettronica dei documenti, in studio o da remoto, con valore legale: consensi, privacy, anamnesi, piani di cura.
  7. Controllo di gestione, e non solo statistiche: costi, ricavi, marginalità, punto di pareggio. È il requisito che più spesso manca.
  8. Sicurezza, GDPR e restituzione dei dati: dove stanno fisicamente i dati, come vengono cifrati, con che frequenza sono salvati e - domanda scomoda - in che formato ve li restituiscono se un giorno andate via.

Agenda, cartella clinica e preventivi li hanno praticamente tutti, e a un livello mediamente buono. La differenza tra un gestionale e l'altro si gioca sui punti 5, 7 e 8.

Chi c'è dietro i gestionali italiani: la mappa dei gruppi

Un dato poco noto agli studi è che la maggior parte dei gestionali odontoiatrici italiani non appartiene più a chi li ha creati. Negli ultimi anni il settore ha visto una forte concentrazione, e oggi la scelta del software è anche la scelta di un gruppo industriale.

SoftwareAziendaGruppo di appartenenzaModello
XDENTCGM ItaliaCompuGroup Medical (Germania, quotata)Locale e cloud
OrisDent Air / OrisDent evoOrisLineHenry Schein ONE Italia (Henry Schein, USA)Locale e cloud
UNODental TreyHenry Schein (USA)Locale
WindentZucchettiGruppo Zucchetti (Italia)Locale
GipoDental, MioDottoreDocplanner ItaliaDocplanner (Polonia)Cloud
DoctolibDoctolib ItaliaDoctolib (Francia)Cloud
AlfaDocsAlfaDocsIndipendente (Italia)Cloud
DentalOperaMedicalOpera srlIndipendente (Italia)Cloud
I-MedB&B SolutionsIndipendente (Italia)Cloud

Non c'è niente di male nell'appartenere a un grande gruppo: significa solidità patrimoniale, continuità e capacità di investimento, che sono garanzie reali. Ha però una conseguenza pratica che vale la pena conoscere: le priorità di sviluppo vengono decise altrove, spesso in un'altra lingua e su un mercato che non è il vostro. La richiesta di un singolo studio italiano - una stampa fatta in un certo modo, un adempimento fiscale nostrano, la nomenclatura di un fondo sanitario di categoria - entra in una coda lunga. Con una software house indipendente e piccola vale l'opposto: meno capitali alle spalle, ma la persona che decide cosa si sviluppa risponde al telefono.

Le schede dei principali gestionali

XDENT (CGM)

È probabilmente il gestionale odontoiatrico tecnologicamente più avanzato tra quelli diffusi in Italia. CGM dichiara oltre 8.000 dentisti utilizzatori ed è disponibile per Windows, Mac e Linux, oltre che da smartphone e tablet.

Punti di forza:

  • Intelligenza artificiale applicata alla diagnostica per immagini: è una funzione clinica che I-Med non ha e che, se serve, da sola può giustificare la scelta.
  • Riconoscimento vocale per la compilazione della scheda parodontale, e un assistente virtuale (AIDA) per automatizzare operazioni cliniche ripetitive.
  • Multipiattaforma reale e scalabile dallo studio singolo al network di cliniche.
  • Solidità di un gruppo internazionale quotato, specializzato in software sanitario.

Limiti:

  • Il listino è pubblicato solo in parte: la pagina piani espone un ingresso a partire da 20 euro al mese per il piano START, mono-operatore e molto essenziale, mentre i piani PLUS e CLINIC - quelli che uno studio strutturato usa davvero - non hanno prezzo pubblico.
  • La ricchezza funzionale ha un costo in complessità: configurazione e formazione richiedono tempo, e per uno studio piccolo il rischio è di pagare potenza che non si userà.
  • Il numero elevato di moduli opzionali (cloud, app, prenotazione online, firma digitale, WhatsApp, portale paziente, business intelligence, segretaria virtuale) rende difficile capire in anticipo il costo finale.

Per chi è adatto: studi medio-grandi e cliniche con forte componente clinica e radiologica, che vogliono l'AI diagnostica e hanno una struttura in grado di governare un sistema complesso.

OrisDent Air e OrisDent evo (OrisLine - Henry Schein ONE)

OrisLine, oggi Henry Schein ONE Italia, è storicamente uno dei nomi più diffusi negli studi dentistici italiani. Accanto al prodotto storico OrisDent evo, installato in locale, esiste la versione cloud OrisDent Air.

Punti di forza:

  • Base installata molto ampia e conoscenza profonda del settore odontoiatrico italiano.
  • Integrazione diretta con radiografici digitali, album fotografici e tracciati cefalometrici: l'area imaging è un loro punto forte storico.
  • Fatturazione elettronica attiva e passiva, invio al Sistema TS, dematerializzazione e firma grafometrica.
  • Comunicazioni automatiche al paziente via SMS, e-mail e WhatsApp, e un modulo di intelligenza artificiale dedicato (dentIA).

Limiti:

  • Nessun prezzo pubblicato: il preventivo passa sempre dal commerciale.
  • La convivenza tra un prodotto storico in locale e uno cloud più recente impone allo studio una scelta di percorso che conviene chiarire fin dall'inizio, insieme ai tempi e ai costi di un eventuale passaggio dall'uno all'altro.
  • Prodotto esclusivamente odontoiatrico: uno studio che si sta aprendo ad altre specialità ne esce dal perimetro.

Per chi è adatto: studi dentistici puri, con dotazione radiologica importante, che privilegiano un fornitore molto diffuso e strutturato.

Windent (Zucchetti)

Il gestionale odontoiatrico del gruppo Zucchetti, la maggiore software house italiana. Dichiara oltre 5.000 studi utilizzatori e più di 70 integrazioni con dispositivi e software dentali.

Punti di forza:

  • L'ecosistema di integrazioni più ampio del mercato italiano: radiografie panoramiche, telecamere intraorali, imaging 3D, CAD/CAM. Se lo studio ha già molta tecnologia in casa, è un vantaggio concreto che nessun altro pareggia.
  • Personalizzabile con oltre trenta funzionalità aggiuntive.
  • Appartenenza a un gruppo italiano solido, con un'offerta amministrativa e fiscale molto vasta a corredo.

Limiti:

  • Prezzi non pubblicati.
  • Impostazione pensata per studi già strutturati: per uno studio piccolo l'impianto risulta spesso sovradimensionato.
  • La ricchezza di moduli comporta una configurazione iniziale non banale.

Per chi è adatto: studi e cliniche con un parco tecnologico ampio e differenziato, per cui l'integrazione con i dispositivi vale più di ogni altra considerazione.

UNO (Dental Trey - Henry Schein)

Gestionale odontoiatrico di Dental Trey, storico distributore dentale italiano oggi parte del gruppo Henry Schein. È organizzato per aree: clinica, segreteria, immagini, amministrazione, magazzino, sterilizzazione, performance.

Punti di forza:

  • Copertura di aree spesso trascurate dagli altri: tracciabilità della sterilizzazione e gestione del magazzino con ordini, che per uno studio attento ai protocolli valgono molto.
  • App per il paziente ("Dentista per Te") con il branding dello studio.
  • Ricetta bianca elettronica, firma digitale e modulo GDPR.
  • Vicinanza commerciale al mondo della fornitura dentale, con rete di assistenza capillare.

Limiti:

  • Prezzi non pubblicati.
  • Impostazione tradizionalmente legata all'installazione in studio, con quanto ne consegue in termini di server, manutenzione e accesso da remoto.
  • Il modulo "performance" è orientato agli indicatori di produzione: il controllo di gestione economico vero e proprio resta in genere fuori dal software.

Per chi è adatto: studi che vogliono un unico interlocutore per software, materiali e assistenza, e che danno peso a sterilizzazione e magazzino.

AlfaDocs

Gestionale italiano indipendente, nato cloud, con impostazione modulare su tre piani (Light, Smart, Elite) e una forte attenzione all'esperienza d'uso.

Punti di forza:

  • Cloud puro, senza installazioni, con avvio rapido e nessun costo di onboarding da remoto dichiarato.
  • Firma elettronica dei documenti e integrazione WhatsApp incluse nell'impianto base.
  • Modularità reale: si può partire leggeri e aggiungere prenotazione online, automazioni, integrazione radiografica, API.
  • Adatto anche a studi medici non odontoiatrici e a poliambulatori.

Limiti:

  • Alla data di rilevazione la pagina dei piani non espone più i prezzi: si legge che "il prezzo dipende dalla specializzazione e dai moduli che usa davvero". Fonti terze indicano un ingresso intorno ai 109 euro al mese, ma non è un dato ufficiale e va verificato.
  • L'architettura a moduli e crediti aggiuntivi (SMS, firme, AI) rende il costo effettivo difficile da prevedere prima dell'uso reale.
  • L'area amministrativa copre fatturazione e cruscotti finanziari, ma non un impianto di contabilità analitica.

Per chi è adatto: studi piccoli e medi che vogliono partire in fretta, con poca infrastruttura e un'interfaccia moderna.

DentalOpera (MedicalOpera)

Gestionale cloud italiano indipendente, con sede in Friuli. È oggi l'unico concorrente che pubblica il prezzo in chiaro, e questo merita di essere riconosciuto.

Punti di forza:

  • Prezzo pubblicato: a partire da 88 euro al mese, con accessi illimitati per tutto il team e onboarding gratuito dichiarati sul sito.
  • Il canone dichiara di includere team illimitato, fatturazione elettronica illimitata, setup iniziale e formazione, assistenza telefonica e via WhatsApp.
  • Impostazione cloud pulita, con console di controllo, KPI e gestione dei ruoli.
  • Trasparenza commerciale come scelta esplicita di posizionamento.

Limiti:

  • Gli 88 euro sono un punto di partenza: la stessa pagina prezzi dichiara che il prezzo finale è "su misura" e varia in funzione del numero di poltrone, delle sedi, della migrazione dei dati e del setup iniziale, e colloca fra i moduli aggiuntivi la migrazione dei dati e la firma elettronica.
  • Base installata e anzianità di prodotto inferiori ai grandi nomi del settore.
  • Ecosistema di integrazioni con dispositivi clinici e imaging meno esteso rispetto ai verticali storici.
  • Anche qui il perimetro amministrativo si ferma prima della contabilità analitica e del controllo di gestione.

Per chi è adatto: studi che mettono la trasparenza e la semplicità contrattuale in cima alla lista, e che non hanno esigenze cliniche o amministrative particolarmente verticali.

La famiglia marketplace: Doctolib, MioDottore e GipoDental

Meritano una categoria a parte, perché rispondono a un bisogno diverso. Doctolib e Docplanner (proprietaria di MioDottore, GipoDental e GipoNext) non vendono principalmente un gestionale: vendono visibilità e acquisizione di nuovi pazienti, con il gestionale a corredo.

Punti di forza:

  • Portano pazienti nuovi. È una cosa che nessun gestionale tradizionale, I-Med compreso, sa fare: chi ha questo problema deve guardare qui.
  • Prenotazione online h24 e riduzione del carico telefonico sulla segreteria.
  • App consolidate, molto usate dai pazienti.

Limiti:

  • La profondità clinica e amministrativa è inferiore a quella dei verticali odontoiatrici.
  • La visibilità nel marketplace è un servizio in affitto: quando si smette di pagare, si smette di essere trovati, e i pazienti acquisiti restano legati a un canale che non è il vostro.
  • Prezzi in larga parte non pubblicati e fortemente variabili per configurazione.

Per chi è adatto: studi con agenda non satura e forte necessità di acquisizione. Sono spesso complementari, non alternativi, a un gestionale completo.

I-Med, misurato con lo stesso metro

I-Med nasce nel 1999 da una commessa di uno studio polispecialistico di Milano, sviluppata da una software house che veniva dai gestionali aziendali, non dal mondo dentale. È una differenza di origine che si vede ancora oggi in cosa il software fa bene e cosa no: la parte economica e amministrativa è costruita come in un ERP, con la profondità che di solito si trova nei software di contabilità e non nei gestionali di studio. Dal 2018 è una piattaforma cloud in SaaS su server farm italiane.

Analisi economico-finanziaria di I-Med: costi, ricavi, marginalita' e break even point dello studio

Analisi economico-finanziaria di I-Med: costi, ricavi, marginalita' e break even point dello studio

Punti di forza:

  • Rapporto diretto con chi sviluppa il software: nessun rivenditore e nessun concessionario di zona fra lo studio e la software house. L'assistenza telefonica risponde conoscendo la configurazione dello studio, e le richieste di chi usa il gestionale ogni giorno diventano funzioni nuove, distribuite a tutti gli utenti nel canone e non quotate come personalizzazioni.
  • Il canone non cresce con lo studio: non è legato al numero di utenti, poltrone, sedi, pazienti in anagrafica o linee di fatturazione. Una struttura con trenta studi, dieci poltrone ciascuno e quindici medici per poltrona, ognuno con la propria partita IVA e i propri registri, parte dallo stesso canone di un monoprofessionista. È il punto in cui ci discostiamo di più dal resto del mercato, ed è spiegato per esteso nella pagina dedicata a prezzi e licenza.
  • Contabilità analitica e controllo di gestione veri, non statistiche: registrazione automatica delle fatture elettroniche di acquisto con autoapprendimento per fornitore e articolo, analisi dei costi per tipologia, calcolo del margine di contribuzione, del margine complessivo, dell'incidenza dei costi sul fatturato e del break even point, analisi dello sbilancio tra eseguito e fatturato, prospetto ISA esportabile per il commercialista. È l'area in cui non abbiamo trovato un equivalente dichiarato negli altri gestionali.
  • Fatturazione elettronica nativa, attiva e passiva, senza software di terze parti nel mezzo, con conservazione a norma per dieci anni e invio al Sistema Tessera Sanitaria integrato.
  • Multi partita IVA: studio e medici collaboratori fatturano ciascuno con la propria numerazione e i propri registri IVA, nello stesso sistema. Per una struttura con più professionisti - e per il calcolo dei relativi compensi - è una funzione che di solito costringe a un secondo software.
  • Assistente AI sui dati dello studio: si interroga il gestionale in linguaggio naturale e si ottengono tabelle, KPI e grafici. I dati identificativi dei pazienti sono cifrati in AES e non vengono mai trasmessi al motore di intelligenza artificiale, che lavora su codici anonimi. È una AI gestionale, diversa dall'AI diagnostica sulle immagini: risponde a domande sul denaro e sull'organizzazione, non sulle radiografie.
  • Firma elettronica avanzata in due forme: grafometrica su tablet Wacom in studio, e Firma OTP da remoto tramite il Portale Paziente, con link monouso via SMS o e-mail e nessuna app da installare. I documenti vanno in conservazione a norma.
  • Fondi sanitari e rimborsi assicurativi: nomenclature e tariffari per singolo fondo, quota a carico del fondo sulle righe del piano di cura, massimo acconto fatturabile al paziente calcolato al netto. È il genere di dettaglio che si scopre di volere solo dopo essersi visti respingere il primo rimborso.
  • Sicurezza e continuità: server in Italia, pseudonimizzazione AES, tre backup giornalieri più un backup notturno dei backup su server dedicato, accesso con 2FA (Google o Microsoft Authenticator) o con chiave hardware RFID.
  • Polispecialistico oltre che odontoiatrico: odontogramma, cartella parodontale e registro radiografico convivono con le altre specialità, il ricettario elettronico e la gestione di un poliambulatorio.

Limiti, detti da noi:

  • Non abbiamo l'AI diagnostica sulle immagini radiografiche. Se il criterio decisivo è quello, XDENT è oggi davanti.
  • Il gestionale non porta pazienti nuovi. Non siamo un marketplace e I-Med, da solo, non riempie un'agenda vuota. Su richiesta realizziamo però il sito web dello studio e ne curiamo il posizionamento sui motori di ricerca: è un servizio a parte, non una funzione del gestionale, e non ha l'immediatezza di un portale che porta con sé milioni di utenti già registrati. In compenso costruisce una visibilità che resta dello studio invece di essere affittata mese per mese.
  • La nostra base installata è più piccola di quella dei gruppi internazionali. Chi sceglie un fornitore in base alla diffusione sceglierà un altro nome, ed è un criterio legittimo.
  • Le integrazioni con i dispositivi di imaging sono meno numerose di chi ne dichiara oltre settanta. Se lo studio ha un parco tecnologico molto eterogeneo, va verificato caso per caso prima di firmare.
  • L'ingresso costa: l'attivazione parte da 2.130 euro. Chi offre l'onboarding gratuito, come AlfaDocs e DentalOpera, su questo fronte è oggettivamente più leggero. Nel paragrafo dedicato spieghiamo cosa comprende quella cifra e perché esiste, ma non pretendiamo di farla sembrare piccola.
  • Il paziente accede da un portale web, non da un'app con il logo dello studio scaricabile dagli store: una scelta che evita installazioni al paziente, ma che chi vuole l'app brandizzata considererà un limite. Se quell'app è un requisito, possiamo svilupparla su commessa - come qualunque altro progetto software, web o mobile che lo studio abbia in mente - ma vale la stessa avvertenza di sopra: è un lavoro a sé, con i suoi tempi e i suoi costi, non una casella da spuntare nella configurazione.

Per chi è adatto: studi e strutture che vogliono governare i numeri oltre che l'agenda; realtà con più professionisti e più partite IVA; poliambulatori e studi polispecialistici; chi lavora con fondi sanitari e convenzioni; chi vuole un interlocutore italiano indipendente che risponde direttamente.

Cosa comprende esattamente il prezzo di I-Med

Visto che abbiamo criticato l'opacità dei listini altrui, tocca essere precisi sul nostro, compresa la parte che non ci fa comodo. Il canone parte da 56 euro al mese. L'attivazione parte da 2.130 euro, ed è una voce sola; accanto, separata e solo quando serve, c'è quella di formazione e personalizzazione:

  • Licenza base e setup: da 2.130 euro una tantum. Comprende la licenza d'uso, la configurazione della piattaforma e la riconversione e importazione dei dati dal gestionale precedente. È un "da" perché i moduli aggiuntivi che si scelgono di attivare - Firma OTP, Firma Grafometrica, ecc. - si appoggiano a partner tecnologici esterni e richiedono l'apertura di un account dedicato, con una fee di attivazione una tantum.
  • Formazione e personalizzazione: da 680 euro una tantum, a parte. Sono il corso di formazione in presenza (480 euro) e il set di stampe personalizzato, a forfait fra 200 e 300 euro secondo il numero di documenti da personalizzare.

Le uniche voci che possono aggiungersi sono quelle dei moduli opzionali, elencate più sotto. Ecco come si distribuisce quello che si paga.

Servizio compresoIn quale voce
Uso della piattaforma gestionale in cloudCanone mensile, da 56 euro
Assistenza telefonica PremiumCanone mensile
Servizio di backup automatico e ridondato dei datiCanone mensile
Aggiornamenti normativi e funzionali, distribuiti da remotoCanone mensile
Licenza d'uso e configurazione della piattaformaLicenza base e setup, da 2.130 euro
Riconversione e importazione dei dati dai principali gestionali in commercioLicenza base e setup
Setup degli elementi di Cloud e BackupLicenza base e setup
Corso di formazione in presenza, non un video né una sessione da remotoFormazione e personalizzazione, 480 euro
Set di stampe personalizzato con l'identità dello studioFormazione e personalizzazione, forfait 200-300 euro

Quello che il canone non conta

Prima delle voci comprese, la caratteristica che conta di più: il canone di I-Med non dipende dalle dimensioni dello studio. Non si contano utenti, non si contano poltrone o riuniti, non si contano sedi, non si contano le linee di fatturazione. Trenta studi, dieci poltrone per studio, quindici medici su ogni poltrona con partita IVA, numerazione e registri IVA propri: il canone di partenza resta 56 euro al mese. Non c'è una soglia oltre la quale scatta un piano superiore né un conteggio di postazioni da rinegoziare quando lo studio cresce.

Su una parte di questo non siamo soli, ed è corretto riconoscerlo: DentalOpera, l'unico concorrente con un prezzo di ingresso pubblico, dichiara accessi illimitati per tutto il team senza costi aggiuntivi. Sul numero di utenti, quindi, il ragionamento è lo stesso. La differenza sta un gradino più in là: la loro stessa pagina prezzi indica che il prezzo finale è "su misura" e varia in funzione del numero di poltrone, delle sedi, della migrazione dei dati e del setup iniziale, e colloca migrazione dati e firma elettronica fra i moduli aggiuntivi. In I-Med poltrone, sedi e linee di fatturazione non entrano nel conto in nessun modo, e la migrazione dei dati è dentro la licenza base.

Perché allora "a partire da"

Perché il prezzo varia con le funzioni che si scelgono di attivare, non con la taglia dello studio. L'esempio più significativo è la Firma Grafometrica: attivarla comporta licenze per gli operatori che la utilizzano, e può far salire il prezzo in modo sensibile. Le firme elettroniche - grafometrica e OTP - si appoggiano inoltre a partner tecnologici esterni che erogano materialmente il servizio: ogni modulo richiede l'apertura di un account dedicato presso quel partner, con una fee di attivazione una tantum che si somma alla licenza. È la ragione per cui anche la voce di licenza è un "da". Preferiamo scriverlo qui, in chiaro, invece di lasciarlo emergere in fase di preventivo. Sono a consumo, dichiaratamente, anche l'Assistente AI e l'invio degli SMS ai pazienti.

E una precisazione che riguarda l'infrastruttura, non la licenza: quello che non dipende dalle dimensioni è il prezzo della licenza, ma le macchine che stanno sotto hanno limiti fisici. È un caso raro - i server che usiamo di serie sono dimensionati per reggere senza affanno anche studi polispecialistici strutturati - ma esiste: traffico elevato, utilizzo particolarmente intensivo o un fabbisogno importante di spazio per backup e archiviazione possono richiedere un upgrade del server o una soluzione dedicata (per esempio un array di macchine con bilanciatore di carico): in quei casi l'adeguamento viene valutato e quotato a parte, proposto prima e non addebitato dopo. Lo scriviamo perché "il canone non cambia mai" sarebbe una promessa diversa, e non mantenibile.

Le voci comprese

Sul canone vale la pena aggiungere quello che non diventa una sorpresa in fattura: gli aggiornamenti normativi e funzionali sono distribuiti centralmente a tutti, e la ridondanza dei backup non è un modulo a parte. L'Assistente AI, invece, è dichiaratamente a consumo, con livelli di elaborazione selezionabili dall'utente: si paga quello che si usa, e lo diciamo prima e non dopo.

Perché esiste una quota di attivazione: perché il lavoro che copre esiste comunque. Un onboarding "gratuito" da remoto significa quasi sempre che il reinserimento dei dati storici, la personalizzazione delle stampe e la formazione del personale restano a carico dello studio, pagati in ore della segreteria invece che in fattura. Noi preferiamo dichiararlo in anticipo e farlo noi. È una posizione discutibile, e chi la valuta diversamente ha ragioni legittime: l'importante è che il confronto sia fatto a parità di lavoro svolto, non a parità di riga di preventivo.

Il confronto in tabella

Legenda: "Non dichiarato" significa che il produttore non lo documenta pubblicamente, non che la funzione manchi. Rilevazione agosto 2026.

CriterioXDENTOrisDent AirAlfaDocsDentalOperaI-Med
ModelloLocale e cloudLocale e cloudCloudCloudCloud
Prezzo pubblicatoSolo piano START, da 20 euro/meseNoNoSì, da 88 euro/meseSì, da 56 euro/mese
Il canone cresce con operatori, poltrone e sediPiano di ingresso mono-operatoreNon dichiaratoPrezzo per moduli e specializzazioneAccessi illimitati; varia con poltrone e sediNo, canone indipendente dalla struttura
Costo di attivazione dichiaratoNon dichiaratoNon dichiaratoOnboarding da remoto senza costiOnboarding gratuitoDa 2.130 euro, voce per voce
Fattura elettronica attiva e passivaSì, illimitataSì, nativa con conservazione 10 anni
Sistema Tessera SanitariaSì, con pre-verifica
Firma elettronicaModulo opzionaleSì, grafometricaSì, grafometricaSì, grafometrica e OTP da remoto
Contabilità analitica e break evenNon dichiaratoNon dichiaratoNon dichiaratoNon dichiarato
Multi partita IVA con registri separatiNon dichiaratoNon dichiaratoNon dichiaratoNon dichiarato
AI diagnostica su immaginiSì (dentIA)Non dichiaratoNon dichiaratoNo
AI sui dati gestionaliAssistente virtualeNon dichiaratoModulo AI ScribeNon dichiaratoSì, con dati identificativi cifrati
Conversione dati da altri gestionaliNon dichiaratoNon dichiaratoNon dichiaratoModulo aggiuntivoSì, inclusa nella licenza base
Server in Italia dichiaratiNon dichiaratoNon dichiaratoNon dichiaratoNon dichiarato
AmbitoOdontoiatricoOdontoiatricoMedico e odontoiatricoOdontoiatricoMedico, odontoiatrico e polispecialistico

Si noti quanti "non dichiarato" compaiono nelle righe che riguardano i soldi dello studio. Non è una nostra insinuazione: è letteralmente quello che si trova, o non si trova, sui siti dei produttori.

Le quattro domande che spostano davvero la scelta

1. Il fornitore pubblica i prezzi?

Su nove soluzioni esaminate, due pubblicano un prezzo di ingresso completo (DentalOpera e I-Med), una lo pubblica solo per il piano minimo (XDENT), le altre no: il dettaglio fornitore per fornitore è nella tabella più avanti. Non è un dettaglio commerciale: un fornitore che non espone il listino sta dicendo che il prezzo lo decide caso per caso, il che significa che due studi identici possono pagare cifre diverse. Chiedete sempre il preventivo per iscritto, con l'elenco di cosa è incluso e cosa è a consumo.

2. Chi gestisce davvero la fatturazione elettronica?

Molte software house non hanno sviluppato la fatturazione elettronica: la appoggiano a un provider esterno, e lo studio si ritrova con due fornitori, due contratti e - quando qualcosa si inceppa - due assistenze che si rimandano il problema. Domanda da fare: "la fattura elettronica è sviluppata da voi o da un partner? Con chi parlo se lo SdI scarta un file?". In I-Med il ciclo attivo, il ciclo passivo e la conservazione sono nativi, senza terze parti.

3. Cosa succede ai miei dati se un giorno cambio fornitore?

È la domanda a cui si pensa sempre troppo tardi. Non è una cortesia commerciale: il GDPR e il Data Act europeo impongono obblighi precisi al fornitore in uscita, e le violazioni dell'art. 28 sono sanzionabili. Fatevi mettere per iscritto in che formato vi verranno restituiti anagrafiche, cartelle, immagini e contabilità, ed entro quanti giorni. Ne abbiamo scritto per esteso nella guida alla restituzione dei dati a fine contratto.

4. Il software si ferma alla statistica o arriva al conto economico?

Quasi tutti i gestionali mostrano il fatturato per periodo, per operatore e per prestazione. Pochissimi vi dicono quanto vi resta: incidenza dei costi, margine di contribuzione, punto di pareggio, marginalità per specialità. La differenza si sente quando bisogna decidere se assumere un'igienista, se comprare uno scanner o se un fondo sanitario conviene davvero. Se lo studio è una piccola impresa - e lo è - questa è la funzione che nel tempo vale di più.

Chi pubblica i prezzi, e cosa resta da scoprire

Prima ancora dei numeri, la fotografia di quello che si riesce a sapere senza parlare con un commerciale. La colonna di destra è la più istruttiva, e comprende anche ciò che non pubblichiamo noi.

FornitoreCanone pubblicatoAttivazione dichiarataCosa resta ignoto senza preventivo
XDENTSolo il piano START, da 20 euro/meseNon dichiarataPrezzo dei piani PLUS e CLINIC e dei 15 moduli aggiuntivi, versione cloud compresa
OrisDent AirNon pubblicatoNon dichiarataL'intero listino
WindentNon pubblicatoNon dichiarataL'intero listino
UNONon pubblicatoNon dichiarataL'intero listino
AlfaDocsNon pubblicato (i prezzi non compaiono più sulla pagina piani)Onboarding da remoto senza costiCanone dei tre piani e costo dei moduli a la carte
DentalOperaSì, da 88 euro/meseOnboarding gratuitoQuanto incidono poltrone, sedi e migrazione dati sul prezzo "su misura"
I-MedSì, da 56 euro/meseSì, da 2.130 euro voce per voceCosto delle licenze della Firma Grafometrica e consumi di Assistente AI e SMS

Tre righe su sette hanno un canone pubblicato, e una di quelle tre lo pubblica solo per il piano minimo: il piano START di XDENT è mono-operatore e non comprende la versione cloud, che sulla stessa pagina figura fra i moduli aggiuntivi a pagamento insieme ad agenda online, firma digitale, app pazienti e altri dodici. Per le altre quattro soluzioni qualunque cifra scrivessimo sarebbe inventata, e infatti non la scriviamo.

Sul nostro conto, invece, possiamo essere precisi anche dove non ci conviene: sull'ingresso siamo più cari, e di parecchio. L'attivazione da 2.130 euro ci mette in salita e il canone più basso la recupera lentamente. Per uno studio piccolo che ragiona su un orizzonte di tre o cinque anni, chi parte con l'onboarding gratuito costa meno di noi. Punto: è scritto qui perché lo scopriate adesso e non al terzo preventivo.

Tre cose vanno però messe sull'altro piatto, tutte verificabili. La prima: gli 88 euro sono un punto di partenza che, per dichiarazione del fornitore stesso, varia con poltrone, sedi e migrazione dati, mentre i 56 euro non variano con nessuna di queste; quanto la forbice si allarghi su una struttura reale non possiamo scriverlo, perché quei preventivi non sono pubblici e non intendiamo inventarli. La seconda: i 2.130 euro comprendono la migrazione dello storico, e con noi la formazione è una giornata in presenza; nel modello dell'onboarding gratuito l'una e l'altra restano lavoro dello studio. Se quel lavoro lo fate voi, non è gratis: è solo pagato in ore di segreteria invece che in fattura. La terza: da noi non c'è un rivenditore in mezzo. L'assistenza e lo sviluppo sono la stessa azienda che scrive il software, le richieste di chi lo usa diventano funzioni comprese nel canone, e su un orizzonte di cinque anni questo pesa quanto il prezzo d'ingresso - solo che non compare in nessuna tabella comparativa, questa inclusa.

Quale scegliere: l'albero decisionale

  • Se il criterio decisivo è l'intelligenza artificiale sulla diagnostica per immagini: XDENT.
  • Se lo studio ha molta tecnologia già installata da far dialogare (imaging 3D, CAD/CAM, dispositivi eterogenei): Windent, o OrisDent per la parte radiologica e cefalometrica.
  • Se il problema principale è riempire l'agenda e acquisire pazienti nuovi: la famiglia marketplace, in aggiunta al gestionale e non al suo posto.
  • Se contano soprattutto sterilizzazione, magazzino e un unico interlocutore anche per i materiali: UNO di Dental Trey.
  • Se serve partire domani mattina con il minimo attrito e una spesa iniziale vicina allo zero: AlfaDocs o DentalOpera.
  • Se lo studio è polispecialistico, ha più professionisti e più partite IVA, lavora con fondi sanitari e convenzioni, e vuole governare i numeri e non solo l'agenda: I-Med.
  • Se si vuole un fornitore italiano indipendente, con la fatturazione elettronica sviluppata in casa e senza terze parti nel mezzo: I-Med.
Un consiglio che vale per tutti, noi compresi: chiedete a ogni fornitore in lizza una demo sui vostri casi reali, non sulla presentazione standard. Portate un preventivo complesso, una fattura sbagliata da stornare, un paziente con un fondo sanitario, un piano di cura a metà. Un'ora spesa così racconta più di dieci brochure.

In conclusione

Il mercato italiano dei gestionali odontoiatrici è maturo: agenda, cartella clinica e preventivi sono ormai risolti bene un po' da tutti, e chi promette di rivoluzionare quelle tre cose sta vendendo fumo. Le differenze vere si sono spostate altrove: sulla trasparenza dei prezzi, sull'indipendenza del fornitore, su chi controlla davvero i vostri dati e su quanto in profondità il software vi aiuta a capire se lo studio sta guadagnando.

Su quest'ultimo punto - il passaggio dalla statistica al conto economico - crediamo di avere qualcosa che gli altri, sui loro stessi materiali, non dichiarano di avere. Su altri punti sono loro a essere avanti, e lo abbiamo scritto. Il resto è una scelta che spetta a voi, e che vi conviene fare con le domande giuste in mano.

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Domande Frequenti


I nomi più diffusi sono XDENT (gruppo CompuGroup Medical), OrisDent nelle versioni evo e Air (Henry Schein ONE Italia), Windent (gruppo Zucchetti), UNO (Dental Trey, gruppo Henry Schein), AlfaDocs e DentalOpera tra i cloud indipendenti, e I-Med per gli studi medici, odontoiatrici e polispecialistici. A questi si affiancano le piattaforme di prenotazione come Doctolib, MioDottore e GipoDental, che però rispondono a un bisogno diverso: portare pazienti nuovi, più che gestire lo studio.

Dipende molto dalla configurazione, e la maggior parte dei fornitori non pubblica i listini. Alla rilevazione di agosto 2026 XDENT espone un piano di ingresso mono-operatore a partire da 20 euro al mese senza pubblicare i piani superiori, DentalOpera dichiara di partire da 88 euro al mese e I-Med da 56 euro al mese - senza che la cifra dipenda dal numero di operatori, poltrone o sedi - con un'attivazione a partire da 2.130 euro, cioè la licenza base e setup, comprensiva della conversione dei dati dal vecchio gestionale; a parte, quando servono, si quotano il corso in presenza e le stampe personalizzate (da 680 euro). OrisLine, Windent, UNO e AlfaDocs non espongono prezzi pubblici.

Il canone, a partire da 56 euro al mese in funzione della configurazione dello studio, comprende l'uso della piattaforma in cloud, l'assistenza telefonica Premium e il servizio di backup automatico dei dati. Sono inclusi anche gli aggiornamenti normativi e funzionali, distribuiti centralmente a tutti gli utenti. L'Assistente AI è invece dichiaratamente a consumo, con livelli di elaborazione selezionabili dall'utente.

No. Il canone non è legato al numero di utenti, poltrone, sedi, pazienti in anagrafica o linee di fatturazione: anche una struttura con trenta studi, dieci poltrone per studio e quindici medici per poltrona, ciascuno con la propria partita IVA e i propri registri IVA, parte dallo stesso canone. Quello che fa variare il prezzo sono le funzioni che si scelgono di attivare - la Firma Grafometrica, per esempio, comporta licenze per gli operatori che la utilizzano, e le firme elettroniche richiedono l'apertura di un account presso il partner che eroga il servizio (Kedos, Namirial) con una fee una tantum - non le dimensioni dello studio. Una precisazione doverosa riguarda però l'infrastruttura: quello che non dipende dalle dimensioni è il prezzo della licenza, mentre traffico elevato, utilizzo intensivo o un fabbisogno importante di spazio per backup e archiviazione possono richiedere un upgrade del server o una soluzione dedicata, valutata e quotata a parte. Nella pratica è un caso raro, perché i server utilizzati di serie sono dimensionati per garantire prestazioni di ottimo livello anche a studi polispecialistici strutturati.

La voce di ingresso è la licenza base e setup, da 2.130 euro: comprende la licenza d'uso, la configurazione della piattaforma, il setup di cloud e backup e la riconversione e importazione dei dati provenienti dai principali gestionali in commercio; è un importo a partire da perché i moduli aggiuntivi come Firma OTP e Firma Grafometrica si appoggiano a partner tecnologici esterni (Kedos, Namirial) e richiedono l'apertura di un account dedicato, con una fee di attivazione una tantum. A parte, e solo quando serve, si quotano formazione e personalizzazione (da 680 euro): il corso di formazione in presenza a 480 euro - non un video né una sessione da remoto - e il set di stampe personalizzato, a forfait fra 200 e 300 euro secondo il numero di documenti. Non è l'ingresso più economico del mercato: comprende però la migrazione dello storico e una giornata di formazione in presenza, che con un onboarding gratuito da remoto restano di norma a carico della segreteria dello studio.

La profondità della parte economica. Quasi tutti i gestionali mostrano le statistiche di fatturato; I-Med nasce da esperienza di gestionali aziendali e arriva al controllo di gestione vero e proprio: registrazione automatica delle fatture elettroniche di acquisto con autoapprendimento, analisi dei costi, margine di contribuzione, break even point, prospetto ISA, sbilancio tra eseguito e fatturato, oltre alla multi partita IVA con numerazioni e registri separati per studio e collaboratori. Sui materiali pubblici dei concorrenti queste funzioni non risultano dichiarate.

In almeno tre casi, e preferiamo dirlo: se serve l'intelligenza artificiale applicata alla diagnostica per immagini radiografiche, che I-Med non ha e XDENT sì; se il problema principale è acquisire pazienti nuovi, perché I-Med non è un marketplace e non porta pazienti; e se lo studio ha un parco tecnologico molto eterogeneo da far dialogare, dove l'ecosistema di integrazioni di Windent è oggi più ampio. Va inoltre considerato che l'attivazione, a partire da 2.130 euro, rende l'ingresso decisamente meno leggero rispetto a chi offre onboarding gratuito: su un orizzonte di tre o cinque anni uno studio piccolo spende meno con DentalOpera, e lo scriviamo nell'articolo. Sull'altro piatto va però messo il rapporto: I-Med è sviluppato e assistito dalla stessa azienda, senza rivenditori in mezzo, e le richieste di chi lo usa diventano funzioni del gestionale comprese nel canone.

Nella maggior parte dei casi sì: i principali gestionali odontoiatrici salvano le informazioni in database esportabili. Quello che cambia molto da fornitore a fornitore è la profondità del recupero. I-Med converte anagrafiche pazienti, fornitori e operatori, anamnesi, appuntamenti, richiami, cartelle cliniche, fatture, listini, piani di cura e sbilanci, e la conversione è compresa nella licenza base, senza essere un modulo a parte. Vale la pena chiedere sempre, prima di firmare, da quali software di provenienza il fornitore ha già effettuato migrazioni e con quale livello di dettaglio.

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